ARTE & SUD obiettivo contemporaneo

 
 

Una mostra di giovani, talvolta giovanissimi, artisti è un tributo e un riconoscimento insieme: tributo a chi ha deciso precocemente di affidare il proprio futuro alla ricerca visiva in un mondo assediato, e <tormentato>, dalle immagini; e riconoscimento che giovani e giovanissimi sono più che mai numerosi e attivi in tutti i settori di questa ricerca. Il tributo nasce, quindi, da un paradosso (se troppe immagini, perché ancor più immagini?), peraltro solo apparente. All'insostenibile sovrabbondanza, spesso volgare, dell'uso commerciale e mass-mediatico, l'immagine dell'artista risponde con la rivendicazione di un'integrità, di una purezza senza compromessi. L'artista è un intransigente soggetto morale, lavora per testimoniare una convinzione, una verità sfrontata, quanto incoercibile; e questo spiega, a sua volta, i tanti giovani, perché essi più di tutti sentono il richiamo della verità.

Ovvio, ma ugualmente difficile. Anche un ragazzo può avvedersi che andare diritti e tenaci per la propria strada significa scartare successi effimeri, gratificazioni popolari quanto superficiali; ma tanto meglio, perché così si nutrono le ambizioni più alte e si destina il proprio lavoro agli obiettivi più duraturi. Obiettivi che non tutti sapranno perseguire fino in fondo; solo i migliori, quelli dotati della tempra più resistente ad un mondo che non li incoraggia, saranno gli autori di domani; e se anche solo alcuni di loro fossero presenti in questa mostra, il nostro compito potrà dirsi soddisfatto.

In attesa del futuro, di certo < ARTE & SUD . obiettivo contemporaneo> rivela una evidentissima varietà di espressioni nell'attuale ricerca visiva: niente scuole, qui, e nemmeno elementi vincolanti che unifichino il lavoro di questa generazione. Non è solo che i mezzi tecnici formano una gamma straordinariamente ricca e complessa, (video, pittura, performance, installazione, disegno) e perciò incentivano, meccanicamente per così dire, la differenziazione. Poiché anche gli stessi mezzi sono declinati, usati, con intenti e risultati formali assai eterogenei, a fare differenza sono soprattutto la psicologia, la cultura, l'esperienza, la sensibilità, del singolo artista. E' un'altra novità, perché la regola generale delle generazioni precedenti è stata trovare, inventare, un nuovo linguaggio che le distinguesse, di norma polemicamente, da altri già sperimentati, già consumati; ora, invece, il linguaggio è libero, o multiplo, la contaminazione è la regola, l'imitazione non fa paura e l'originalità sta proprio nella disinvolta consapevolezza con cui la libertà espressiva è perseguita. Il risultato? Non confusione, come pretenderebbe qualche cinico accademico o l'osservatore distratto, ma complessità: la complessità necessaria per rispondere, opporsi, decostruire, la saturazione banale del nostro mondo quotidiano di immagini. Il pubblico, quindi, potrà avvertire un'ambigua sensazione, la sensazione di comprendere e sorprendersi insieme: un flusso di oggetti, immagini e - nella performance - azioni comuni, familiari, si associa alla loro critica, declinata – beninteso – nella gamma più estesa: ironica, o corrosiva, serena o apocalittica, divertita o perfidamente tenera.

E non è tutto, perché anche una rassegna ampia come questa (cinquanta artisti e cento opere selezionati, su oltre duecento, dai partners del progetto: tredici città aderenti all'Associazione dei G iovani A rtisti I taliani e la Fondazione per l'Arte Bartoli-Felter) non pretende di esaurire l'inesauribile, cioè il magma di energie, problemi, proposte, soluzioni espressive della nuova e nuovissima arte contemporanea. I molti che vediamo qui sono i pochi di un mondo inaspettatamente numeroso e operoso di giovani creatori di immagini. I migliori di oggi, naturalmente; ma per mantenere il passo con il cambiamento, altri appuntamenti saranno necessari domani.

Rosa Anna Musumeci