27 ottobre 2006
Le due artiste Loredana Longo e Giuliana Lo Porto, alias cod. 1.3, presentano la seconda performance della serie DOUBLE1, che segue quella al museo Van Nagsael a Rotterdam, dal titolo DOUBLE1#2. Anche in questa performance le due artiste sono bloccate all’interno di un abito che non permette alcun movimento, e ad ogni azione dell’una segue contemporaneamente quella dell’altra, nascono delle situazioni assolutamente paradossali, i corpi sono contorti fino alla frattura degli arti, ogni spostamento è dettato dalla possibilità che questo unico corpo abbia di adattarsi, qualsiasi posizione è paradossale proprio perché innaturale. Le due artiste non possono guardarsi in viso, ma sono costrette a stare unite e a compiere le medesime azioni. Un unico corpo che risponde agli stimoli di due teste, profondamente e concettualmente diverse.
Highlights: Fabio Niccolini


“Visioni Post-moderne”, 2006 Tecnica: fotografia Light box , installazione composta da due fotografie retro illuminate Misura: 100x80cm ogni fotografia
Fabio Niccolini ha fondato nel 2002 insieme a i suoi colleghi l’associazione informale di fotografia “Genova fotografi associati” che porta avanti una ricerca d’autore sul paesaggio contemporaneo. Partecipa a mostre d’arte contemporanea nazionali e internazionali. Ha una formazione artistica come pittore, ma da molti anni ha scelto la fotografia come strumento d’espressione. Da sempre attento alle problematiche sociali, la sua attenzione è diretta al paesaggio contemporaneo, dalle zone commerciali alle aree urbane periferiche e marginali. Non ricerca nessuna verità, non ha certezze ed è profondamente preoccupato per il futuro del mondo.
Highlights: Riccardo Costantini
Non penso sia un voler rappresentare un tema o una critica alla realtà (società); non penso ci sia premeditazione nel voler rappresentare un qualcosa di preciso; non penso sia una questione di rifacimento ma piuttosto di riferimento alla realtà, di un suggerimento che la realtà ti porta. È questo a dare l’impulso all’azione, alla rottura dell’equilibrio della tela bianca. Il resto è la concatenazione di intuizioni, che derivano dall’immagine che il reale mostra all’obbiettivo e dal processo pittorico vero e proprio. La foto è il mezzo per fissare un particolare, così come la realtà suggerisce di pensare ad alcune cose lasciando allo spettatore un senso di sospensione provocato da uno spazio e un tempo fermi, e dal continuo rimando tra realtà, fotografia e dipinto.
Highlights: Giovanni Gaggia

La mia immagine assume spesso la posizione centrale, ma in effetti, come un'idolo, mi limito ad osservare, immobile e muto, come perplesso nel costatare come abbia preso vita ciò che io stesso ho prodotto, forse in un momento di noia, e come improvvisamente questi creati siano divenuti insistenti e petulanti nel cercare di richiamare la mia attenzione con sterili suppliche. L'ennesima riflessione antropologica sulla condizione umana, data dall'uso del corpo fotografato in contrasto con la parte pittorica, dalla quale emerge fortemente una riflessione sulla nostra necessità di rispondere a quegli interrogativi che hanno determinato l'annoso dibattito tra misticismo e materialismo.
Highlights: Cristina Gori
Amadriade : “Essere legati ad un albero”. L’installazione fotografica ”AMADRIADE” appartiene ad un percorso di ricerca fotografica” MIMESI”che verte sull’interazione tra natura e corpo e ricerca la fusione tra i due elementi naturali attraverso la proiezione diretta sulla pelle di tronchi, rami, al fine di ottenere un risultato innaturale, artificiale. “Mimesi “ come imitazione, fusione tra natura e corpo in cui il corpo ne assume la pigmentazione, la indossa come una seconda pelle, artificiale e naturale allo stesso tempo, si fonde con essa.
23 ottobre 2006
Highlights: Irina Novarese e Kosakprojekt
Il progetto “Viaggiammo. 1973-1975” è frutto di un anno di lavoro collettivo con il gruppo Kosakprojekt. Ricerca di una memoria che non appartiene a chi la ritrova, attraverso l’utilizzo di immagini/ricordi di viaggio di persone ormai lontane ed a me sconosciute; la faccio mia attraverso la ricostruzione di una memoria collettiva, l’inserimento della mia figura mi porta a. ricostruire così narrazioni fantastiche e vissuti speciali.Con l’aiuto di Igor A. sono stati affiancati ad ogni immagine frammenti di testi antichi (latini e greci) che narrano memorie di luoghi, di viaggi. Un’ulteriore appropriarsi della memoria altrui, un tentativo di intersecare le storie e il ricordo.Nascono così da questa ricerca una serie di 20 foto ricordo, da conservare sul tavolino da notte, su cui costruire un nuovo e proprio vissuto.
21 ottobre 2006
Highlights: Nicolàs Pallavicini
L’obbiettivo, in questo caso, è la pittura di paesaggio, “la dove l’uomo non c’è” di Cezanne. Il paesaggio, prima di essere geografia è una esperienza estetica, probabilmente quella che ha più influenze sul nostro modo di guardare le cose, sul nostro modo di concepire l’universo visivo. Essendo, la tematica, già appartenente alla storia della pittura gli consente inoltre di avere un legame di tipo affettivo.., e data l’eloquenza della pittura dove “tutto” è terribilmente visibile.
17 ottobre 2006
Highlights: Alessandro Cardinale
Due corpi speculari, uno positivo ed uno al negativo, posti uno di fronte l’altro creano, tramite uno specchio fatto di pieni e vuoti posto nel mezzo, una corpo virtuale unitaria composta in egual misura da entrambe le figure. L’intento è di alterare la percezione dello spazio facendo convivere simultaneamente quello che si trova alle spalle e quello che si trova di fronte, facendo interagire lo spettatore fondendosi con i due corpi e rendendo, con la sua presenza, l’opera completa.
http://www.luciombre.supereva.it Highlights: Valentina M.

Si tratta del tentativo di costruire una mappa identitaria della città. Una « guida » soggettiva che conduca alla conoscenza di chi l'ha scritta. Definire un luogo in base al proprio vissuto. Ecco che, nella descrizione di quella città x, perdono di valore i riferimenti storici o culturali, rimpiazzati dalle emozioni, dal vissuto, dai ricordi. “I luoghi che mi hanno fatto sentire a casa. Che, per me, sono stati importanti”. Il filo conduttore che lega le immagini e' costituito dalla sua giacca rosa, presente nei luoghi fotografati.
13 ottobre 2006
Highlights: Adalberto Abbate
Macinatore di immagini, Adalberto Abbate mescola simboli, grafismi e icone e poi rimonta tutto nell’apparente ordine di una composizione di piccoli pannelli, sui quali dipinge, in accostamenti di dissonante armonia, segni geometrici, cartelli stradali, vecchie reclames, finte equazioni. O puro colore.
arte&sud: il testo di Rosa Annna Musumeci
[ENGLISH VERSION]
Una mostra di giovani, talvolta giovanissimi, artisti è un tributo e un riconoscimento insieme: tributo a chi ha deciso precocemente di affidare il proprio futuro alla ricerca visiva in un mondo assediato, e, dalle immagini; e riconoscimento che giovani e giovanissimi sono più che mai numerosi e attivi in tutti i settori di questa ricerca. Il tributo nasce, quindi, da un paradosso (se troppe immagini, perché ancor più immagini?), peraltro solo apparente. [...LEGGI]
Una mostra di giovani, talvolta giovanissimi, artisti è un tributo e un riconoscimento insieme: tributo a chi ha deciso precocemente di affidare il proprio futuro alla ricerca visiva in un mondo assediato, e
12 ottobre 2006
Highlights: Mariapaola Piscitelli

Domenica a Venezia, 2006. (Particolare. Clicca per visualizzare l'opera)
Fotocomposizione digitale su forex. 330 X 25 cm
Fotocomposizione digitale su forex. 330 X 25 cm
Uno spazio di tempo ottuso, che ritorna uguale ad ogni battito di polso, l'aria sembra farsi più densa tanto da rallentare i gesti, chiudere la gola, galleggiamo muti in un silenzio che ci separa, che si posa in sottili strati come riflessi sull'acqua. Restiamo a guardare l’orizzonte in attesa che succeda qualcosa. Una domenica a Venezia che gira intorno come aria sospesa.
arte&sud : il testo di Antonio Arévalo
[ENGLISH VERSION]
A pochi chilometri da Catania, procedendo sulla litoranea verso nord, ci viene incontro Acicastello, un antico borgo marinaro raccolto attorno alla fortezza normanna. Nella fortezza, un piccolo Museo Civico a sfondo didattico di minerali e reperti archeologici convivrà per più di un mese e mezzo con le opere di artisti siciliani e sardi. Pochi chilometri più a nord, Acitrezza, e la sua Riviera dei Ciclopi: nella cornice razionalista di villa Fortuna, troveranno posto istallazioni, video arte, opere pittoriche e performances di artisti provenienti dalle altre regioni d'Italia partner del progetto. [...LEGGI]
A pochi chilometri da Catania, procedendo sulla litoranea verso nord, ci viene incontro Acicastello, un antico borgo marinaro raccolto attorno alla fortezza normanna. Nella fortezza, un piccolo Museo Civico a sfondo didattico di minerali e reperti archeologici convivrà per più di un mese e mezzo con le opere di artisti siciliani e sardi. Pochi chilometri più a nord, Acitrezza, e la sua Riviera dei Ciclopi: nella cornice razionalista di villa Fortuna, troveranno posto istallazioni, video arte, opere pittoriche e performances di artisti provenienti dalle altre regioni d'Italia partner del progetto. [...LEGGI]
11 ottobre 2006
Highlights: Piero Roi
Dispongo queste persone, afoni portatori di note spente, a costruire situazioni. Lunghi tempi di posa al buio, l’uso di comuni torce elettriche come unica fonte di luce, il lento divenire dell’immagine latente fanno parte di un processo che per quanto frutto di un progetto preciso produce risultati dominati dal caso, crea figure che poco o nulla hanno di quel ricordo che conservo e che usavo come traccia, che si emancipano dalla memoria per creare un nuovo universo, una nuova materia del mio passato. Il periodo di tempo in cui avviene questa finzione si registra sulla lastra fotografica, prova di un ricordo inesistente che prende vita, ore congelate in una sola immagine, il tempo tramutato in canzoni.









